18 febbraio 2013

INCI: gli ingredienti dannosi da evitare



Hello lovelies!

Di questi tempi si parla sempre di fitocosmesi, cosmetici ecobio e makeup naturali ma come facciamo a capire se un prodotto è davvero buono per la nostra pelle o è solo una strategia di marketing?

Quali sono gli ingredienti "in" e quelli "out"?

Ma soprattutto quando acquistiamo un prodotto quante volte ci soffermiamo sul packaging e sulla marca piuttosto che leggere attentamente l'etichetta?

E' importante sapere cosa ci spalmiamo!

Per far cio' dobbiamo analizzare l'INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), l’elenco degli ingredienti contenuti in un prodotto, che le case cosmetiche sono obbligate a riportare sulla confezione. 

Due precisazioni a riguardo:

1) gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente: al primo posto si indica l’ingrediente contenuto in percentuale più alta, e a seguire gli altri, fino a quello contenuto in percentuale più bassa. 
I coloranti (sigla C.I.) e le profumazioni sono sempre gli ultimi nella lista.

2) Solo le sostanze vegetali sono espresse con il loro nome botanico latino, mentre quelle che hanno subito un processo chimico, in inglese: "borado officinalis seed oil" / “sodium laureth sulfate”.

Spesso diamo per scontato che se una certa sostanza è contenuta nel cosmetico significa che è autorizzata e dunque innocua, ma non è cosi!
L'attuale normativa consente un quantitativo massimo di sostanze, classificate come pericolose, che possono essere impiegate nella produzione del cosmetico.
Dobbiamo tener presente, pero', un fattore molto importante: in realtà possiamo entrare in contatto con queste sostanze più di una volta al giorno utilizzando anche prodotti diversi
In questo modo gli eventuali effetti nocivi si possono amplificare e possono assumere intensità e caratteristiche differenti da soggetto a soggetto.

Detto questo sta a noi scegliere i prodotti da utilizzare e per farlo è importante sapere quali sono queste sostanze nocive che possono creare problemi al nostro organismo.

La lista di questi ingedienti contiene migliaia di voci ma per facilità (di comprensione e di memorizzazione!) si possono distinguere in macro categorie.

Ci sono tanti prodotti in commercio che sono garantiti da organi, come ICEA, AIAB, ECO CERT, ECO GARANTIE, LAV, che si occupano di certificazioni bio e quindi il lavoro di analisi dell'inci risulta di gran lunga semplificato..almeno siamo certi che in quel cosmetico non c'è nulla di nocivo.

Le certificazioni più comuni sono le seguenti:


La lista degli ingredienti "out" più comuni io l'ho stampata e la porto sempre dentro al portafoglio (cosa che vi suggerisco di fare anche voi); ora molte sostanze le riconosco ad occhio, ma se ho ulteriori dubbi posso sempre consultare il Biodizionario che consente di cercare gli ingredienti e li valuta utilizzando pallini verdi, gialli o rossi a seconda della loro sinteticità o dannosità.

Vediamo in dettaglio le macro categorie di cui vi parlavo:

* Derivati del petrolio 
* Siliconi 
* Conservanti e Antiossidanti 
* Battericidi
* Tensioattivi aggressivi
* MEA, DEA, TEA e MIPA
* Tutti i numeri (nell'80% sono sostanze a pallino rosso) 

 DERIVATI DEL PETROLIO:

1) paraffinum liquidum, propylene glycol, petrolatum, vaselina, isopropyl.  
Utilizzati come emulsionanti o solubilizzanti. Ottenuti attraverso l'etossilazione, il che comporta notevoli rischi tra i quali la possibilità che durante questo processo si sviluppino sostanze cancerogene. Possono inolte causare depigmentazione epidermica e, limitando la traspirazione della pelle, sono altamente comedonici.

2) carbomer assieme a radici quali crosspolymer o acrylate(s) o styrene o copolymer o nylon.

3) PEGPPG Polyethylene glycol e Propylene glygol (contengono minime tracce di diossano e ossido di etilene).

 
SILICONI:

Riconoscibili dai suffissi: “-one” o “-xane” (dimethicone, trimethicone, cyclopentasiloxane, ecc).
Usati nella cosmetica tradizionale come additivi. Formano sulla pelle o sui capelli un film invisibile che dà una momentanea e illusoria sensazione di morbidezza e idratazione (ma non idratano assolutamente!!).
Sono dannosi perchè non lasciano traspirare la pelle, causando l’insorgere di brufoli e facendola invecchiare più in fretta. Finchè si usano va tutto apparentemente bene, ma appena si sospendono la pelle si rivela arida e disidratata.

 CONSERVANTI e ANTIOSSIDANTI:
 
1) DMDM hydantoin, imidazolidinyl urea, diazolidinyl urea, formaldheyde, sodium  hydroxymethylglycinate, chlorexidine: rilascio di formaldeide. 

2) quasi tutte le sostanze terminanti in -paraben, ad esempio: methylparaben (reazioni allergiche) propyparaben (sospetto cancerogeno).

3) BHA (Butilidrossianisolo) e BHT : cancerogeni e possono agire negativamente sul sistema endocrino.

4) 2-bromo-2-nitropropane-1, 3-diol, 5-bromo-5-nitro1, 3-dioxane, methyldibromo glutaronitrile: conservanti che possono dare nitrosammine cancerogene.

BATTERICIDI:

Clorexidina e il Triclosan: spesso usati nella preparazione di dentifrici, colluttori, deodoranti e detergenti. Sostanze sospette di essere causa di tumore al seno.


TENSIOATTIVI AGGRESSIVI

Sodium Lauryl Sulfate (SLS) e Sodium Laureth Sulfate (SLES): i tensioattivi svolgono un'azione lavante; se aggressivi (come il SLS e il SLES - quest'ultimo un po' meno) durante il lavaggio possono rimuovere non solo lo sporco ma anche il film idroacidolipidico. I lavaggi troppo drastici spesso innescano un circolo vizioso: su alcune parti del corpo provocano secchezza e screpolature rendendo indispensabile l’uso delle creme; su altre parti, come per esempio il cuoio capelluto, lo sgrassaggio eccessivo provoca per reazione una iperproduzione di sebo, portando al fenomeno dei capelli grassi e spingendo a lavaggi sempre più frequenti. 

MEA, DEA, TEA e MIPA
 
Monoetanolammina, Dietanolammina, Trietanolammina e monoisopropilammina:  creano il rischio di formazione di nitrosamine cancerogene


 * PER L'ECOSISTEMA * (oltre a quanto sopra citato)

1) trimonium e i -dimonium sarebbero pure da criticare (tossici per gli organismi acquatici e poco biodegradabili), come anche i glicol (solvente petrolifero).

2) EDTA (es. tetrasodium EDTA): poco biodegradabile, per cui solubilizza i metalli pesanti inquinando le acque e avvelenando i pesci.


* PER I VEGETARIANI *

Gli ingredienti ricavati da animali morti spesso utilizzati nella cosmesi tradizionale, sono invece assolutamente banditi in quella Bio. Si possono nascondere in molti ingredienti ad esempio il Sodium tallowate (ricavato da grasso animale), oppure Collagen, Elastin, Keratin, Squalene (ricavato dal fegato degli squali), Ostrea (ostrica), il colorante C.I. 75470 (ricavato dalla cocciniglia). Sono banditi anche il midollo e la placenta animali.


Non vi spaventate per questa lunga lista ragazze, alla fine gli ingredienti più comuni, soprattutto per quanto riguarda le creme, sono i petrolati e i siliconi, e questi sono facili da individuare! ;-)

Vi lascio due esempi di INCI:

                                                                          NO  :-(

                                                                             SI :-)



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